lunedì 5 novembre 2012

La Colla Coccoina

Continuamo la nostra analisi molto "Amarcord" descrivendo oggi un oggetto molto famoso nel 900 che molti nonni ricorderanno per la sua indimenticabile confezione.
Parliamo oggi della Colla Coccoina:


La Colla Coccoina



Con il suo dolce profumo di mandorla e con la sua elegante confezione, fa impressione trovarla negli scaffali di una cartoleria dove fa bella mostra da più di settanta anni.
Venne prodotta per la prima volta nel 1927 da Aldo Balma (1896-1957) e mantiene tutt'ora la sua confezione originale degli anni Venti.
Ci mise davvero poco a diventare la colla preferita di segretarie e bibliotecari italiani.
Pur essendo un prodotto da ufficio con la sua confezione tende quasi a richiamare una crema di bellezza rappresentando stile e al contempo modernità.

Caratterstiche:
Il logo blu, che cattura lo sguardo, si srotola lungo il piccolo contenitore d'argento.
Il packaging è costituito da un contenitore di metallo con tappo avvitabile, nel centro del quale è previsto un compartimento cilindrico separato per conservarvi un piccolo pennello di metallo.

La Coccoina è a base di amido di patate sciolto in acqua pertanto risulta atossica e quindi molto consigliata per l'uso dei bambini.
L'aggiunta di olio di mandorle assicura a questa colla il miglior profumo dle mondo.
E' disponibile anche in forma liquida, mentra la pasta è fornita in un vasetto di plastica oltre a quello classico di alluminio.
Con la sua grande semplicità e col suo design unico e funzionale rimane anche oggi un prodotto amato da cui hanno prodotto anche una serie di nuovi prodotti riportanti il logo Coccoina come blocchi a spirale, rubriche o riproduzioni dei manifesti pubblicitari della colla.


Il Manifesto Pubblicitario Della Coccoina

 

Lampada da comodino Kandem

Rimanendo sempre nella prima metà del Novecento oggi vi propongo la Lampada da comodino Kandem:

Lampada Kandem
Modello che ha subito grandi variazioni e non più in commercio con la forma originale, questa lampada da comodino era realizzata di alluminio, con stelo regolabile e campana collegati da un giunto sferico e interruttore a pulsante sulla base.
Nacque dalla collaborazione tra Marianne Brandt, docente al Bauhaus, e lo studente Hin Bredendieck.
Questi entrarono in contatto con la società di illuminazione Korting % Mathiesen di Lipsia e lo stretto contatto con l'industria portò ancora più fiducia e consapevolezza e quindi si decise di pubblicare questo progetto, che all'inizio era una rivisitazione della lampada da scrivania.
Gli studiosi si interessarono alla "task lighting",cioè l'illuminazione "mirata", e realizzarono esperimenti di lampade da tavolo e comodino con campane in grado di fornire una dispersione uniforme della luce.
La produzione continuò anche dopo la chiusura della scuola fino al 1945.
La sua forma semplice è stata copiata da molti altri produttori e continua ad essere tuttora realizzata, benchè la versione originale non sia più in produzione.

Manifesto della Lampada Kandem